Scarichi Condominiali Normativa

Scarichi Condominiali Normativa scarichi condominiali normativa

civ., sia delle norme sulle distanze, onde evitare la violazione dei diritti degli altri condomini sulle parti di immobile di loro esclusiva proprietà, non opera nell'. L'impianto di scarico delle acque, è considerato ai sensi dell'articolo codice civile, parte comune, tale articolo infatti oltre ad elencare una. In sostanza la proprietà dei tubi di scarico dei singoli condomini si estende fino al punto del loro raccordo con l'innesto nella colonna verticale. Analisi tecnica degli impianti di scarico condominiali. vincolate dai regolamenti e dalle normative regionali e locali in materia di inquinamento ambientale). e) aventi caratteristiche qualitative equivalenti a quelle domestiche e indicate dalla normativa regionale. 3 - SCARICHI IN PUBBLICA FOGNATURA.

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In particolare, gli impianti di scarico delle acque usate sono costituiti dalla rete di tubi che servono a smaltire all'esterno del fabbricato o dell'unità abitativa le acque provenienti, dopo l'uso, da lavabi, wc, docce, vasche, lavandini della cucina, ecc. Dopo l'utilizzo, dai vari apparecchi sanitari e dagli elettrodomestici, l'acqua entra nell'impianto di scarico passando per un sifone, e, attraverso le tubazioni, viene convogliata in una braga.

La braga, situata sotto il wc, è collegata alla colonna montante di scarico la quale, a sua volta, raggiunge il collettore di raccolta degli scarichi di tutte le colonne montanti che li convoglia nella rete fognaria alla quale è collegato tramite un sifone.

La colonna montante degli scarichi necessita di una tubazione secondaria di ventilazione cd. Nel caso ci siano condutture di scarico poste a un livello inferiore rispetto a quello della rete fognaria per esempio le condutture di scarico provenienti dalle cantine , queste verranno convogliate in una fossa biologica che, una volta colma, viene svuotata attraverso l'impiego di una pompa che spinge le acque nere nella fognatura esterna. Smaltimento delle acque di scarico Le acque sporche rivenienti dalle colonne di scarico verticali dell'edificio, vengono convogliate, attraverso le condotte sub orizzontali, all'esterno del fabbricato e quindi smaltite nell'impianto fognario pubblico.

Le acque reflue domestiche e le acque piovane devono essere smaltite in sistemi di scarico separati e possono essere canalizzate congiuntamente solo all'esterno dell'edificio, secondo quanto stabilito da regolamenti e procedure di installazione nazionali e locali.

Il progettista abilitato attesta l'impossibilità di scaricare a tetto. Montaggio di apparecchi a condensazione, nell'ambito di ristrutturazioni di impianti termoautonomi esistenti in condomini o abitazioni plurifamiliari, qualora l'installazione precedente non disponesse di camini, canne fumarie o altri sistemi di evacuazione dei fumi con sbocco sopra il tetto dell'edificio.

Installazione di generatori ibridi compatti, composti almeno da una caldaia a gas a condensazione e da una pompa di calore forniti di apposita certificazione di prodotto. Tali deroghe sono fra loro alternative e non complemetari. E' opportuno precisare che nel caso di distacco da un impianto centralizzato dopo il 31 Agosto è sempre necessario lo scarico in canna fumaria fino al tetto in quanto si tratta di nuova installazione e non di sostituzione in impianto preesistente.

Tutti i comuni italiani debbono adeguare i propri regolamenti locali alla presente normativa. Si ricorda infine che è possibile installare caldaie convenzionali a camera aperta classe B1 soltanto se disponibile uno scarico fumi in canne collettive ramificate CCR come ad esempio in condomini o unità abitatitive plurifamiliari. Gennaio Decreto del Presidente della Repubblica 26 Agosto , n.

Testo aggiornato Art. Gli impianti termici installati successivamente al 31 agosto devono essere collegati ad appositi camini, canne fumarie o sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione, con sbocco sopra il tetto dell'edificio alla quota prescritta dalla regolamentazione tecnica vigente.

La risposta è duplice. In primis è necessario individuare la causa del problema. Se essa risiede nella parte d'impianto di esclusiva pertinenza del condomino, starà a lui provvedere a tutte le opere necessarie a garantirsi il perfetto funzionamento, facendo, tra le altre cose, attenzione a non danneggiare le parti comuni.

Se, invece, la causa del difetto e quindi del danno sta nella parte d'impianto condominiale, quella che viene comunemente individuata come colonna verticale, spetterà al condominio agire per ovviare all'inconveniente, oltre che riparare i danni.

In che modo? Quello che viene subito in mente è il classico rimedio: individuato il punto danneggiato o difettoso lo si ripara o sostituisce. In una recente sentenza di Cassazione la n.